L’inchiesta della Procura di Milano descrive un presunto sistema organizzato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione costruito attorno a serate nei locali della movida, hotel di fascia alta e clienti molto facoltosi. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Adnkronos sul sequestro da oltre 1,2 milioni di euro e da Domani sul quadro dei sei indagati, di cui quattro ai domiciliari, al centro del fascicolo ci sono i promotori e i gestori del circuito, non gli sportivi citati nelle carte.
I nomi dei calciatori compaiono negli atti, ma nessuno di loro risulta indagato. ANSA e Sky TG24 riferiscono che sarebbero almeno settanta gli atleti passati dalle serate organizzate dalla Ma.De e che gli accertamenti servono a capire quanti abbiano usufruito anche del cosiddetto “servizio extra”. Sul piano giudiziario, però, il perimetro attuale resta netto: essere clienti non comporta automaticamente aver commesso un reato.
Nelle ordinanze, secondo quanto ricostruito dalle principali fonti che hanno letto gli atti, la struttura avrebbe funzionato come una vera macchina organizzativa. Gli indagati avrebbero curato i contatti con i clienti famosi, la logistica delle ragazze, i trasferimenti, gli alloggi e la gestione degli incassi. In questo quadro compaiono serate nei locali più noti di Milano, weekend organizzati e una rete di rapporti che si sarebbe mossa anche fuori dall’Italia, con riferimenti a Mykonos e ad altre destinazioni di lusso.
Uno dei dettagli più pesanti riguarda il denaro. Adnkronos riporta che le ragazze non venivano pagate direttamente dai clienti, ma dagli organizzatori tramite buste di contanti legate a quanto incassato nelle serate. Nelle intercettazioni compaiono compensi fra 70 e 100 euro a serata, con eventuali maggiorazioni quando una ragazza riusciva a far aprire un tavolo particolarmente ricco. Domani insiste sullo stesso punto e rafforza la lettura dell’inchiesta come attività economica stabile, non come successione di episodi occasionali.
Le carte parlano anche di un centinaio di ragazze, in gran parte molto giovani, spesso tra i 18 e i 20 anni, impiegate come escort o ragazze immagine. ANSA riferisce che l’organizzazione avrebbe gestito non solo la presenza alle serate, ma anche gli incontri privati, decidendo dove indirizzare le ragazze e trattenendo una parte consistente delle somme pagate dai clienti. In alcune ricostruzioni giornalistiche compare la quota del 50 per cento trattenuta dal gruppo finito sotto inchiesta.
Nel fascicolo entra anche il capitolo del gas esilarante, citato in più intercettazioni e nelle testimonianze riportate da ANSA, Domani e Corriere. Non è un dettaglio laterale, perché compare dentro il racconto operativo delle serate e dei dopopartita. Gli atti richiamano inoltre eventi che, secondo una delle denunce raccolte dagli inquirenti, sarebbero andati avanti anche durante il lockdown, con continuità solo ridotta nei mesi estivi.
Tra gli elementi che stanno facendo più rumore ci sono i riferimenti ad altri sportivi oltre ai calciatori, compreso un pilota di Formula 1 citato in una conversazione intercettata. È materiale che allarga il raggio dell’inchiesta, ma non ne cambia la sostanza: il fascicolo milanese oggi fotografa un’organizzazione che avrebbe monetizzato serate, incontri privati e prestazioni sessuali dentro un circuito di clientela privilegiata. Il nodo giudiziario non è il nome famoso evocato nelle carte, ma la struttura che avrebbe gestito quei rapporti e gli utili che ne sarebbero derivati.
Allo stato degli atti, la fotografia è questa: sei indagati, quattro persone ai domiciliari, oltre 1,2 milioni di euro sequestrati, almeno settanta calciatori citati e nessuno di loro indagato. Il resto appartiene agli accertamenti ancora in corso e alla verifica puntuale delle singole posizioni

