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A Modena la violenza è arrivata senza preavviso, nel pieno di un sabato pomeriggio, lungo una strada di negozi, passanti e vetrine illuminate. Una Citroen C3 ha imboccato via Emilia centro a velocità sostenuta, è salita sul marciapiede e ha travolto i pedoni prima di schiantarsi contro un negozio. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di otto feriti, quattro in gravi condizioni.

Alla guida c’era Salim El Koudri, 31 anni, cittadino italiano di origine marocchina, nato nel Bergamasco e residente nel Modenese. Dopo l’impatto, secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe sceso dall’auto armato di coltello e avrebbe cercato di fuggire. Un passante intervenuto per fermarlo è rimasto ferito. A bloccarlo sono stati alcuni cittadini, prima dell’arrivo definitivo delle forze dell’ordine.

La scena porta con sé un’eco cupa, quasi letteraria: Mr. Mercedes, il romanzo di Stephen King in cui un’auto diventa strumento di massacro contro una folla inerme. A Modena, però, non c’è alcuna distanza narrativa. Non c’è il filtro dell’invenzione. Ci sono corpi finiti sull’asfalto, ambulanze, urla, una vetrina sfondata, cittadini che hanno inseguito un uomo con un coltello mentre il centro storico si trasformava in scena del crimine.

Secondo la ricostruzione diffusa da Reuters, il sindaco Massimo Mezzetti ha descritto l’azione come apparentemente deliberata: la vettura avrebbe puntato il marciapiede, colpendo più persone prima dell’impatto finale. Due feriti in condizioni critiche sono stati trasferiti a Bologna, mentre altri sono stati soccorsi negli ospedali della zona. Una donna avrebbe riportato lesioni devastanti agli arti inferiori.

La dinamica consegna agli investigatori un quadro pesante. Una sequenza in cui l’auto viene lanciata verso i pedoni e poi abbandonata da un uomo armato. Il movente resta da accertare, così come la piena lucidità del 31enne al momento dei fatti. Le prime informazioni parlano di un uomo incensurato, con un passato di cure psichiatriche. Gli accertamenti dovranno chiarire se abbia agito in stato di alterazione, se il gesto sia stato premeditato o se dietro quella corsa ci sia una frattura personale precipitata in violenza pubblica.

Il centro di Modena, intanto, ha assorbito lo shock con la rapidità brutale delle emergenze: transenne, ambulanze, agenti, persone allontanate, telefoni alzati, testimoni incapaci di ricomporre in parole ciò che avevano visto. Via Emilia, per qualche minuto, ha smesso di essere una strada e ha assunto la geometria fredda di un luogo colpito: il punto dell’impatto, il vetro infranto, i segni sull’asfalto, la traiettoria della macchina.

La politica è arrivata subito, come sempre accade quando la cronaca offre una ferita ancora aperta. Giorgia Meloni ha espresso vicinanza ai feriti e alle famiglie. Matteo Salvini ha insistito sull’origine dell’aggressore, parlando di criminale di seconda generazione. Ma la cronaca, prima degli slogan, impone un dato più preciso: El Koudri è cittadino italiano, nato in Italia, di origine marocchina. Il resto appartiene alle indagini, non alla fretta.

Modena, Mezzetti passa alle querele contro l’odio social dopo la tragedia

di Davide Soldani

Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti sceglie la linea giudiziaria contro l’ondata di insulti comparsa sui social dopo la tragedia del 16 maggio, quando Salim El Koudri ha travolto i passanti in centro, causando otto feriti. Il bersaglio non è la critica politica, ma il salto nell’offesa personale, nei messaggi rivolti anche alla famiglia del primo cittadino e in quella rabbia digitale che ha cercato di trasformare il dolore della città in carburante polemico.

Mezzetti, nei giorni scorsi, aveva già denunciato toni “terribili” e “pieni di odio”, collegando la reazione della comunità modenese alla necessità di non lasciare la scena pubblica agli “sciacalli” della speculazione politica. La decisione di procedere con le querele segna ora un passaggio ulteriore: chi usa i social come zona franca per diffamare dovrà risponderne nelle sedi competenti.

Resta sullo sfondo una città ancora ferita, ma non disposta a farsi ridurre a palcoscenico dell’odio. Dopo la manifestazione in Piazza Grande e le visite istituzionali, Modena prova a tenere insieme due esigenze: chiedere giustizia per le vittime e respingere la costruzione di un nemico collettivo utile solo alla propaganda.

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Modena, una rosa bianca nel punto dello schianto: la città prova a ripartire dopo la tentata strage

di Davide Soldani

A una settimana dalla tentata strage di via Emilia Centro, Modena è tornata nel luogo in cui la corsa dell’auto guidata da Salim El Koudri si fermò contro una vetrina, dopo aver travolto diversi passanti. Il sindaco Massimo Mezzetti ha deposto una rosa bianca nel punto dello schianto: un gesto sobrio, quasi necessario, in una città ancora attraversata dalle immagini di quel pomeriggio.

Il bilancio resta pesantissimo. El Koudri, 31 anni, è in carcere con l’accusa di strage aggravata dalle lesioni gravissime. Il gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare, mentre l’indagine continua a muoversi tra responsabilità penale, condizioni psichiche e movente ancora da chiarire.

La giornata è stata segnata anche da due manifestazioni contrapposte: da una parte un presidio riconducibile all’estrema destra, dall’altra il corteo “Modena antifascista”, nato per respingere ogni uso politico e identitario della tragedia. La tensione c’è stata, ma non si sono registrati incidenti, anche grazie al cordone delle forze dell’ordine che ha tenuto separati i due gruppi.

Nel momento più delicato è intervenuto anche Luca Signorelli, uno dei cittadini che quel giorno contribuirono a bloccare El Koudri, rimanendo ferito. Il suo gesto resta uno dei pochi punti fermi dentro una vicenda che ha già prodotto dolore, paura e tentativi di strumentalizzazione.

Modena, oggi, prova a ripartire da lì: dal lutto composto, dalla protezione delle vittime e dal rifiuto di trasformare una ferita collettiva in carburante per l’odio.

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Modena, fondo per le vittime e le scuse della sorella di El Koudri

di Davide Soldani

Il Comune di Modena ha aperto un conto corrente dedicato alla raccolta fondi per le vittime dei fatti del 16 maggio, quando Salim El Koudri ha travolto i passanti in via Emilia Centro. Le donazioni potranno essere effettuate tramite bonifico ordinario o istantaneo sull’Iban IT67V0200812930000105890823, con causale: “Donazione per vittime dei fatti di sabato 16 maggio 2026”. L’amministrazione ha annunciato rendicontazione pubblica e massima trasparenza sulle somme raccolte e sulle successive erogazioni.

Nelle stesse ore è stato diffuso anche l’audio della sorella di El Koudri, un messaggio segnato da dolore e incredulità. La donna ha chiesto scusa alle persone ferite e alle loro famiglie, spiegando che in questo momento il pensiero della famiglia va soltanto alle vittime. Un passaggio che non cancella la gravità di quanto accaduto, ma restituisce il peso umano di una tragedia che continua a lasciare ferite profonde nella città.

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Modena, El Koudri resta in carcere: per il gip c’è rischio concreto

di Davide Soldani

Salim El Koudri resta in carcere. Il gip di Modena ha convalidato il fermo del 31enne accusato di aver lanciato l’auto contro i pedoni in via Emilia Centro, confermando la custodia cautelare per strage con l’aggravante delle lesioni gravissime. Secondo quanto riportato da Sky TG24, nell’ordinanza viene indicato un rischio concreto che l’indagato possa commettere altri delitti della stessa specie.

La Procura non ha contestato né l’aggravante terroristica né quella della premeditazione. Il passaggio è rilevante perché sposta l’inchiesta su un terreno preciso: non la costruzione immediata di una matrice ideologica, ma la ricostruzione del gesto, del movente e della piena responsabilità penale dell’uomo.

Resta aperto anche il nodo delle condizioni psichiche. Come riferito da ANSA, la gip Donatella Pianezzi ha rilevato che, allo stato, non ci sono elementi per sostenere che l’azione sia stata una conseguenza diretta della patologia per cui El Koudri era stato seguito in passato. L’amministrazione penitenziaria dovrà comunque vigilare sulle sue condizioni, con la possibilità di valutare un trasferimento in un reparto specializzato.

Il quadro delle persone ferite resta pesante. Tra i casi più gravi c’è la donna di 69 anni che ha subito l’amputazione delle gambe dopo essere stata travolta e schiacciata contro una vetrina. La convalida del fermo segna quindi un passaggio giudiziario decisivo: il profilo sanitario resta da approfondire, ma per il giudice non basta a escludere il pericolo sociale dell’indagato.

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Modena si stringe in piazza: oltre 1.500 persone contro paura e strumentalizzazioni

di Davide Soldani

Modena ha risposto con una piazza piena, non con il silenzio. Oltre 1.500 persone si sono ritrovate in piazza Grande dopo l’appello del sindaco Massimo Mezzetti, in un presidio pensato per mostrare vicinanza ai feriti, ringraziare soccorritori e cittadini intervenuti, e respingere la spirale di paura seguita all’investimento di sabato. Secondo la diretta di Repubblica, il bilancio sanitario resta durissimo: quattro persone sono in prognosi riservata e per due turiste si è resa necessaria l’amputazione delle gambe.

Sul piano investigativo, gli accertamenti sui dispositivi sequestrati a Salim El Koudri non avrebbero fatto emergere elementi di radicalizzazione. Il 31enne, nato a Bergamo e residente nel Modenese, era stato in cura psichiatrica fino al 2024 e si trova ora in carcere con l’accusa di strage. Mentre la città prova a ricomporsi attorno alle vittime, il dato politico più netto resta il contrasto tra la reazione civile di Modena e il tentativo di trasformare una tragedia in propaganda identitaria.

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Chi è il 31enne di origine nordafricana: laurea in Economia e casa perquisita

di Redazione

Emergono nuovi dettagli su Salim Elkoudri, il 31enne fermato dopo l’attacco di Modena. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è nato a Seriate, in provincia di Bergamo, è cittadino italiano di origini marocchine, vive a Ravarino ed è laureato in Economia.

Dopo il fermo, gli investigatori hanno avviato una perquisizione nella sua abitazione per cercare elementi utili a chiarire il movente. Al momento il quadro resta aperto: gli accertamenti si stanno concentrando sulla storia personale del 31enne e sul suo stato psicologico, mentre non risulterebbe fosse sotto l’effetto di alcol o droga al momento dei fatti.

Secondo quanto riportato da Nicolaporro.it sul profilo dell’uomo fermato per l’attacco di Modena, Elkoudri avrebbe manifestato rancore per episodi di bullismo subiti e in passato sarebbe stato seguito dai servizi di salute mentale. Sono elementi ancora al vaglio degli inquirenti, che dovranno stabilire se l’azione sia maturata dentro un disagio personale prolungato o se vi siano altri fattori dietro la scelta di lanciare l’auto contro i pedoni e poi scendere armato di coltello.

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Modena, fermo per strage: due feriti hanno subito amputazioni

di Davide Soldani

L’inchiesta sull’attacco di Modena entra in una fase più pesante. Salim El Koudri, il 31enne che ha travolto i pedoni in via Emilia centro, è stato fermato con l’accusa di strage e lesioni aggravate dall’uso di arma, dopo una dinamica che per la Procura avrebbe messo in pericolo l’incolumità pubblica in una zona centrale e affollata della città.

Il quadro sanitario resta drammatico: i feriti sono otto, con ricoveri tra Bologna, Baggiovara e il Policlinico di Modena. Due persone hanno subito amputazioni agli arti inferiori, mentre due pazienti sono in Rianimazione al Maggiore di Bologna, uno dei quali in pericolo di vita.

Gli investigatori continuano a lavorare sul movente. La Dda ha attivato il pool antiterrorismo, ma dalla perquisizione nell’abitazione dell’uomo non emergerebbero al momento elementi di radicalizzazione religiosa o legami con formazioni eversive. Resta aperto il fronte del disagio personale e sanitario del 31enne, già seguito in passato dal Centro di salute mentale.

Nelle stesse ore è arrivata anche la telefonata del presidente Sergio Mattarella al sindaco Massimo Mezzetti. Il capo dello Stato ha espresso vicinanza ai feriti e ringraziato i cittadini intervenuti per bloccare l’aggressore: un gesto che, nel caos di via Emilia, ha probabilmente evitato un bilancio ancora più grave.

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Modena, spunta il video del fermo: il passante che ha bloccato l’aggressore

di Davide Soldani

Nuovo elemento nella ricostruzione dell’attacco avvenuto in via Emilia centro a Modena. Un video diffuso da Nicolaporro.it mostra il momento in cui alcuni cittadini intervengono per fermare Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto i pedoni con l’auto prima di tentare la fuga.

Tra loro c’era Luca Signorelli, il passante che ha inseguito l’uomo dopo lo schianto. Secondo il suo racconto, durante la colluttazione sarebbe stato raggiunto da due fendenti, uno alla testa e uno verso il torace, prima di riuscire a bloccare il polso dell’aggressore e a neutralizzarlo insieme ad altre persone.

È un frammento che aggiunge peso alla cronaca già drammatica del pomeriggio modenese: non solo l’auto lanciata contro i passanti, i feriti gravi e la vetrina sfondata, ma anche la reazione immediata di chi si è trovato dentro la scena e ha scelto di intervenire prima dell’arrivo definitivo delle forze dell’ordine. Il bilancio resta di otto feriti, quattro in condizioni gravi, mentre gli investigatori continuano a lavorare sul movente e sulla piena ricostruzione della dinamica.

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