Nicolas Cage entra nel mito ragnesco, ma senza indossare la pelle di Peter Parker. Alla première mondiale di Spider-Noir, andata in scena al Regal Times Square di New York, l’attore si è presentato sul red carpet accanto alla moglie Riko Shibata e al cast della nuova serie Prime Video, ma la vera notizia è meno mondana e più narrativa: il progetto sceglie deliberatamente di allontanarsi dalla grammatica classica dell’Uomo Ragno.

La serie, attesa su Prime Video dal 27 maggio, porta Cage nella New York degli anni Trenta, tra Grande Depressione, Proibizionismo, locali fumosi, criminalità organizzata e ombre tagliate come lame. Secondo il calendario ufficiale di Prime Video, Spider-Noir debutterà prima negli Stati Uniti su MGM+ il 25 maggio e poi a livello globale su Prime Video due giorni dopo, con una particolarità non secondaria: gli spettatori potranno scegliere tra versione in bianco e nero e versione a colori.

Il personaggio interpretato da Cage non è Peter Parker, ma Ben Reilly, figura nota ai lettori Marvel e qui trasformata in un investigatore privato consumato, reduce da una tragedia personale e da un passato da vigilante mascherato. Niente liceo, niente formazione sentimentale dell’eroe giovane, niente racconto d’iniziazione. Spider-Noir lavora su un’altra materia: colpa, disincanto, memoria, fumo, pioggia e vecchi conti rimasti aperti.

È una scelta che cambia il peso della serie. Peter Parker resta il centro mitologico dello Spider-Man più popolare, ma anche il personaggio più ingombrante. Togliendolo dalla prima stagione, gli autori evitano il confronto diretto con decenni di cinema, fumetto e animazione, e costruiscono uno spazio più adulto, dove l’Uomo Ragno non è più il ragazzo che impara a convivere con i propri poteri, ma un uomo che ha già pagato il prezzo delle proprie scelte.

Il co-showrunner Oren Uziel ha spiegato a Entertainment Weekly che la serie nasce dall’idea di fondere il linguaggio del cinecomic con quello del noir classico: non un semplice Spider-Man in costume scuro, ma una creatura narrativa che guarda a Humphrey Bogart, al detective hard-boiled, alla città corrotta e alle stanze in cui ogni dialogo sembra nascondere una pistola.

Il cast va nella stessa direzione: Lamorne Morris interpreta Robbie Robertson, Li Jun Li è Cat Hardy, Karen Rodriguez è Janet, mentre Brendan Gleeson veste i panni di Silvermane. Tra gli antagonisti compaiono anche Uomo Sabbia, Lapide e Megawatt, figure che spostano la mitologia Marvel dentro un immaginario più sporco, meno scintillante, lontano dalla solita estetica da universo condiviso.

Cage aveva già prestato la voce a Spider-Man Noir in Spider-Man: Into the Spider-Verse, ma questa volta il gioco è diverso. La serie non sembra voler vivere di nostalgia animata: punta piuttosto a usare Cage come corpo cinematografico, con la sua recitazione eccentrica, il suo gusto per l’eccesso controllato e quella capacità rara di sembrare insieme tragico e fuori asse.

La scommessa di Spider-Noir è tutta qui: trasformare un’icona pop in un relitto elegante, più vicino al detective sconfitto che al supereroe luminoso. Se funzionerà, Prime Video potrebbe aver trovato una via laterale al racconto Marvel: meno multiverso esibito, più atmosfera; meno spiegazioni, più ombre. E forse proprio l’assenza di Peter Parker, invece di essere un limite, diventerà il primo vero indizio sulla natura della serie.

Diffondi questa storia

Porta la notizia nel confronto

Questo articolo fa parte della timeline Cinema e Serie TV su Disney Netflix e Amazon Prime Video. Condividilo o segui gli aggiornamenti collegati.

Discussione

La notizia continua nel confronto

Apri il dibattito su questa notizia.

Partecipa alla discussione

Google News

Leggi più spesso The Jungle Globe su Google

Aggiungici alle tue fonti preferite e ricevi più spesso i nostri aggiornamenti nelle Notizie principali.

Scegli The Jungle Globe come fonte preferita