Negli Stati Uniti arriva oggi Star Wars, il nuovo film scritto e diretto da George Lucas, distribuito dalla 20th Century-Fox in un’uscita ancora selettiva ma già accompagnata da una curiosità insolita. Il titolo originale è Star Wars, due parole secche, quasi da manifesto pulp: guerre nello spazio, astronavi, imperi galattici, principesse prigioniere, cavalieri, contrabbandieri, robot e duelli combattuti con armi che sembrano appartenere più al mito che alla tecnologia.

Il film entra nelle sale americane alla vigilia del fine settimana del Memorial Day, con un lancio non sterminato ma sufficientemente visibile da misurare subito la risposta del pubblico. Secondo la recensione pubblicata oggi dal Washington Post, l’opera di Lucas non si presenta come fantascienza fredda, cerebrale o pessimista, ma come uno spettacolo d’avventura lanciato a tutta velocità, costruito sul piacere elementare del racconto popolare.

La trama mette al centro Luke Skywalker, giovane cresciuto su un pianeta desertico e trascinato in una ribellione contro un Impero galattico. Con lui ci sono la principessa Leia, il vecchio Obi-Wan Kenobi, il pilota Han Solo, il gigantesco Chewbacca e due robot, C-3PO e R2-D2, destinati a funzionare non solo come comprimari comici, ma come veri motori narrativi. Sullo sfondo incombe Darth Vader, figura nera e meccanica, più vicina all’incubo cavalleresco che al semplice antagonista da film d’azione.

Lucas prende materiali riconoscibili e li rimonta in un immaginario nuovo: il western, i serial alla Flash Gordon, il cinema di pirati, la fiaba cavalleresca, la fantascienza da rivista popolare. Il risultato non cerca il realismo scientifico. Cerca il movimento, il ritmo, la meraviglia. La galassia di Start Wars non sembra pensata per spiegare il futuro, ma per restituire al pubblico una forma di cinema fisica, luminosa, quasi infantile nella sua fiducia nell’avventura.

Il Los Angeles Times, che ha anticipato il film nei giorni scorsi, ha colto proprio questa natura ibrida: un racconto spaziale che porta nel futuro gli schemi del vecchio western e dei serial del sabato, dove gli eroi partono, si inseguono, si salvano, si tradiscono e tornano a combattere. La forza del film sta nella sua capacità di sembrare antico e nuovo nello stesso momento.

Anche sul piano tecnico, Star Wars punta più in alto della consueta produzione di genere. Le astronavi non sono fondali immobili, ma presenze veloci, rumorose, inseguite dalla macchina da presa come bolidi in combattimento. Le scenografie alternano deserti, corridoi imperiali, basi ribelli e ambienti popolati da creature bizzarre. Il montaggio lavora per accumulo: una fuga apre un’altra fuga, un pericolo ne chiama un secondo, e la struttura procede come una corsa continua verso l’assalto finale.

La scelta più interessante è politica nel senso più largo del termine: Lucas racconta un Impero oppressivo e una ribellione fragile, quasi artigianale, dove la libertà non ha l’aspetto solenne delle istituzioni ma quello imperfetto di una piccola alleanza di esclusi, piloti, principesse, vecchi maestri e macchine parlanti. Non c’è cinismo adulto, almeno non in primo piano. C’è una fiducia netta nella possibilità che pochi individui, male assortiti e spesso riluttanti, possano opporsi a una macchina di potere sproporzionata.

Nel clima del cinema americano di questi anni, attraversato da inquietudini urbane, disillusione politica e protagonisti sempre più ambigui, Star Wars sceglie un’altra strada. Non rimuove il conflitto, ma lo trasforma in mito accessibile. Non chiede allo spettatore di credere davvero a una galassia lontana: gli chiede di accettare per due ore il patto più antico del cinema popolare, quello in cui una storia funziona se sa tenere insieme paura, ironia, velocità e stupore.

L’esito commerciale resta da vedere. Il film arriva oggi davanti al pubblico americano senza il peso delle grandi certezze industriali, ma con una qualità evidente: non somiglia a molto di ciò che passa normalmente in sala. Se il pubblico accetterà il gioco, Star Wars potrebbe diventare uno degli spettacoli più sorprendenti di questa stagione cinematografica.

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