L’Inter si gioca stasera a San Siro la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Como, dopo lo 0-0 maturato all’andata al Sinigaglia. In palio c’è l’accesso alla finale del 13 maggio all’Olimpico. Il quadro regolamentare è semplice: se i novanta minuti finiranno di nuovo in parità, si andrà ai supplementari e poi, se necessario, ai rigori.
Il peso della partita, però, va oltre il semplice passaggio del turno. L’Inter ci arriva con uno scenario diverso rispetto a quello di inizio marzo, perché nel frattempo ha consolidato la propria corsa al campionato e ha rimesso al centro l’idea di un finale di stagione da squadra chiamata a chiudere senza esitazioni. La vittoria per 3-0 sul Cagliari ha rafforzato questa percezione: per i nerazzurri la Coppa Italia non è più un capitolo laterale, ma una parte vera del doppio obiettivo nazionale.
Proprio per questo, la semifinale con il Como non può essere letta come una formalità. All’andata la squadra di Cesc Fabregas ha dimostrato di sapere stare dentro una partita di alto livello con personalità, ordine e coraggio. Non fu un semplice 0-0 di resistenza: il Como riuscì a limitare fortemente l’Inter, che chiuse la serata senza nemmeno un tiro in porta, e rese credibile fino in fondo l’idea di una qualificazione da giocarsi davvero fino all’ultimo pallone. Reuters ha anche ricordato che per i lariani quella è stata la prima semifinale di Coppa Italia in quarant’anni, segnale di una crescita che non può più essere trattata come una curiosità passeggera.
C’è poi un precedente recentissimo che rende il ritorno ancora più interessante: il 12 aprile, in campionato, l’Inter ha vinto 4-3 sul campo del Como dopo essere stata sotto di due gol. È una partita che pesa anche nella lettura di stasera, perché racconta due verità diverse ma complementari. Da una parte i nerazzurri hanno mostrato la profondità e la qualità necessarie per ribaltare una gara sporca. Dall’altra il Como ha confermato di avere abbastanza gioco, qualità tecnica e libertà mentale per mettere in difficoltà una squadra superiore sulla carta. In altre parole, l’Inter parte favorita, ma sa già che il piano-partita di Fabregas può complicarle la notte.
È qui che la semifinale assume un valore tecnico più alto della semplice etichetta. Chivu ha bisogno di un’Inter capace di comandare il ritmo senza scivolare nella frenesia. Il rischio, contro questo Como, non è solo concedere campo aperto, ma permettere ai lariani di trovare ricezioni pulite tra le linee e di trascinare la partita in una zona grigia, fatta di possesso sporco, duelli continui e spazi interni da attaccare. Fabregas, al contrario, proverà proprio a tenere vivo quel tipo di partita: una gara non lunga e scontata, ma spezzata, nervosa, tecnicamente mobile, dove l’Inter sia costretta a rincorrere più situazioni del previsto.
Le probabili formazioni vanno in quella direzione. L’Inter dovrebbe affidarsi ancora a Marcus Thuram come riferimento offensivo principale, con Lautaro Martinez non al meglio o comunque in forte dubbio secondo più fonti della mattinata. Nel Como, invece, il blocco offensivo ruota attorno alla qualità di Nico Paz e alla mobilità di Douvikas, con Fabregas pronto a giocarsi una partita non rinunciataria. Al di là dei nomi, il punto vero è questo: se l’Inter riesce a trasformare il possesso in dominio territoriale costante, la differenza tecnica dovrebbe emergere; se invece il Como riesce a rompere le linee di pressione e a restare dentro il match fino a tardi, la tensione potrebbe spostare molti equilibri.
C’è anche un aspetto psicologico che pesa. L’Inter gioca in casa, ha una rosa costruita per arrivare fino in fondo e porta sulle spalle l’aspettativa di chi deve trasformare il favore del pronostico in una qualificazione concreta. Il Como, invece, entra in campo con meno obblighi e con la possibilità di usare proprio questo margine come leva emotiva. Per una squadra che in questa stagione ha già alzato il proprio livello di credibilità, giocarsi una finale nazionale significherebbe passare da rivelazione ben costruita a progetto capace di entrare davvero nel discorso alto del calcio italiano.
Per questo Inter-Como vale molto più della finale nel senso più netto del termine: misura la solidità della corsa nerazzurra e, insieme, la maturità del lavoro costruito da Fabregas. Se l’Inter vuole dare continuità alla sua stagione e arrivare a Roma da favorita credibile, deve prendere subito il controllo della gara e impedirle di trasformarsi in un esercizio di nervi. Se il Como riuscirà invece a portarla sul piano dell’incertezza, allora la semifinale potrà davvero diventare una notte aperta fino all’ultimo dettaglio.
La partita comincia alle 21 e sarà visibile in diretta in chiaro e in streaming su Canale 5 e Infinity. Dopo lo 0-0 dell’andata, stavolta non c’è spazio per restare a metà: o nei novanta minuti, o oltre, ma il verdetto deve uscire per forza.

