Il Foro Italico ha scoperto un’altra voce italiana nella notte più lunga. Non quella già dominante, luminosa e quasi inevitabile di Jannik Sinner, ma quella più ruvida, terrestre, sudata di Luciano Darderi. Un tennis meno geometrico e più sanguigno, meno da laboratorio e più da trincea, capace di restare in piedi quando la partita smette di essere soltanto una questione tecnica e diventa resistenza nervosa.
Darderi ha battuto Rafa Jodar 7-6(5), 5-7, 6-0 dopo una battaglia durata oltre tre ore, conquistando la semifinale degli Internazionali di Roma. Un risultato pesante, non solo per il tabellone, ma per il modo in cui è arrivato: in una serata spezzata dalla pioggia, trascinata oltre la mezzanotte e resa quasi surreale dal fumo arrivato dall’area dell’Olimpico, con il match costretto anche a una lunga sospensione. La cronaca di Sportmediaset restituisce bene il carattere anomalo di una partita finita dentro una Roma notturna, umida, rumorosa, più vicina a un romanzo sportivo che a un normale quarto di finale.
Il primo set è stato il cuore tattico della sfida. Jodar, diciannove anni e colpi già pieni di personalità, ha provato a tenere Darderi fuori ritmo con variazioni, accelerazioni improvvise e una discreta capacità di reggere lo scambio lungo. L’azzurro, però, ha avuto il merito di non perdere campo nei momenti più sporchi. Nel tie-break è risalito da una situazione complicata, ha stretto il margine d’errore e ha preso il set con la pazienza del terraiolo che sa aspettare mezzo metro in più, una palla meno comoda, un’apertura appena tardiva dell’avversario.
Il secondo parziale sembrava poter consegnare a Darderi una chiusura più rapida, ma il tennis raramente obbedisce alla sceneggiatura migliore. L’azzurro ha avuto il match nella racchetta, ha lasciato passare due match point e Jodar ha avuto la freddezza di rimanere dentro la partita quando il Centrale pareva già pronto alla liberazione italiana. Il 5-7 ha riaperto tutto: gambe, testa, pubblico, inerzia.
Lì si è vista la differenza tra chi gioca bene e chi sa sopravvivere. Nel terzo set Darderi non ha concesso più nulla. Ha rimesso ordine nel servizio, ha ricominciato a comandare con il diritto e ha trasformato la fatica dello spagnolo in un corridoio sempre più stretto. Il 6-0 finale non racconta una resa immediata, ma uno svuotamento progressivo: Jodar ha pagato lo sforzo, Darderi lo ha letto e lo ha colpito senza sentimentalismi agonistici.
È una vittoria che pesa perché sposta Darderi fuori dalla cornice del comprimario. In un tennis italiano abituato ormai a misurare tutto sulla scala Sinner, Roma ha visto emergere un’altra traiettoria: meno perfetta, forse meno abbagliante, ma autentica, fisica, feroce. Il percorso dell’azzurro non ha il profilo della predestinazione lineare; somiglia piuttosto a una costruzione lenta, fatta di terra battuta, settimane dure, partite vinte più con il mestiere che con l’effetto speciale.
Ora c’è Casper Ruud, avversario di tutt’altra consistenza. Il norvegese porta in campo una grammatica da specialista della terra: rotazioni alte, solidità da fondo, capacità di allungare lo scambio fino a consumare l’avversario. Per Darderi sarà una semifinale durissima, ma non più proibita per definizione. Dopo una notte così, anche il pronostico deve avere il pudore di abbassare la voce.
La Gazzetta dello Sport ha definito Darderi il re della notte romana. Formula enfatica, certo, ma non lontana dal punto. Perché questa non è stata soltanto una vittoria: è stata una presa di possesso emotiva del Centrale, una partita in cui l’azzurro ha attraversato pioggia, fumo, tensione e rimpianti prima di uscirne con il pugno alzato.
Roma, per una notte, non ha guardato solo verso Sinner. Ha guardato anche Darderi. E ha trovato un altro italiano capace di far vibrare il torneo.
Discussione
La notizia continua nel confronto
C’è già 1 commento su questa notizia.
Partecipa alla discussioneGoogle News
Leggi più spesso The Jungle Globe su Google
Aggiungici alle tue fonti preferite e ricevi più spesso i nostri aggiornamenti nelle Notizie principali.
Scegli The Jungle Globe come fonte preferita

Darderi assoluta rivelazione degli ATP e WTA di Roma.