Jannik Sinner ha raggiunto Luciano Darderi in semifinale agli Internazionali d’Italia, completando una giornata che consegna al tennis italiano un’immagine rara: due azzurri tra gli ultimi quattro del Masters 1000 di Roma. Il numero uno del mondo ha superato Andrey Rublev con un 6-2 6-4 netto, governato quasi sempre da fondo campo e chiuso senza lasciare al russo il tempo di trasformare la partita in una battaglia emotiva.
Il Foro Italico aveva già vissuto la notte nervosa e interminabile di Luciano Darderi, capace di battere Rafael Jodar e conquistare la semifinale dopo una partita di oltre tre ore. Sinner ha scelto un’altra via: meno romanzo, più controllo. Darderi ha strappato la semifinale con il cuore e la resistenza, Sinner l’ha costruita con geometria, pressione e gestione dei momenti.
Contro Rublev, l’azzurro ha tolto ossigeno alla partita fin dal primo game. Break immediato, profondità costante, rovescio usato come leva per spostare il russo fuori posizione e dritto pronto a chiudere appena lo scambio si accorciava. Il primo set è scivolato via sul 6-2 con una sensazione precisa: Rublev non era fuori dal campo, ma non riusciva mai davvero a entrare nel campo mentale di Sinner.
Nel secondo parziale il copione ha avuto una piccola piega diversa. Sinner è salito ancora 4-1, poi ha concesso a Rublev il primo break subito nel torneo. È stato l’unico passaggio in cui la partita ha respirato in modo meno lineare: qualche smorfia, un accenno di fatica, il russo più aggressivo in risposta. Ma la crepa non è diventata frattura. Sinner ha ricomposto il servizio, ha tenuto il margine e ha chiuso senza bisogno di un supplemento di teatro.
Il successo vale anche un dato pesante: 32 vittorie consecutive nei Masters 1000, una striscia che lo porta oltre il precedente riferimento di Novak Djokovic e conferma la continuità quasi feroce della sua stagione. Non è soltanto una semifinale romana: è un altro tassello dentro una serie che sta ridisegnando il rapporto tra Sinner e i grandi tornei del circuito.
Adesso il tabellone presenta due semifinali dal sapore molto diverso. Darderi affronterà Casper Ruud, specialista della terra, giocatore abituato a costruire il punto con pazienza e rotazioni. Sinner troverà Daniil Medvedev, avversario ormai familiare e molto più complesso di quanto la superficie possa far pensare: il russo non ama la terra come il cemento, ma sa sporcare le traiettorie, allungare gli scambi e costringere l’avversario a colpire una palla in più.
Roma, intanto, si ritrova davanti a una possibilità che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata quasi irreale: una finale tutta italiana agli Internazionali d’Italia. Non è ancora una promessa, perché Ruud e Medvedev hanno peso, mestiere e memoria agonistica. Ma il torneo ha già cambiato volto. Darderi ha dato alla settimana il suo lato epico, Sinner le ha dato la sua misura più alta: quella del campione che non ha bisogno di alzare la voce per far capire chi comanda lo scambio.
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