La semifinale più attesa degli Internazionali d’Italia resta appesa alla pioggia, alle righe diventate scivolose e a un terzo set che Jannik aveva appena rimesso dalla propria parte. Sul Centrale del Foro Italico, la sfida con Daniil Medvedev è stata interrotta sul 6-2, 5-7, 4-2 per l’azzurro, con il russo al servizio e la finale contro Casper Ruud ancora tutta da conquistare.
La sospensione non è arrivata all’improvviso. Le gocce erano già diventate insistenti, il campo si era progressivamente appesantito e Sinner aveva segnalato alla giudice di sedia il problema più delicato: non tanto la terra, quanto le linee, ormai troppo scivolose per continuare in sicurezza. Dopo una prima esitazione, con il gioco ancora teoricamente possibile, l’intensità della pioggia ha imposto lo stop e i teloni sono stati stesi sul Centrale, come riportato dalla diretta ANSA sulla semifinale Sinner-Medvedev. La protesta dell’azzurro sulle condizioni delle righe, ormai troppo scivolose, è stata ricostruita anche da SportMediaset nel racconto dello stop per pioggia.
La partita, fino a quel momento, aveva già cambiato pelle due volte. Nel primo set Sinner era partito con una pulizia quasi chirurgica: break immediato, secondo strappo poco dopo, servizio protetto con autorità e Medvedev costretto a rincorrere senza riuscire a costruire la sua solita ragnatela da fondo. Il 6-2 iniziale ha raccontato un parziale netto, dominato dall’azzurro nella diagonale, nella profondità dei colpi e nella gestione dei primi scambi dopo il servizio.
Il secondo set, però, è stato un altro match. Medvedev ha alzato chiaramente il livello, non solo per continuità ma per intenzione tattica. Il russo ha cominciato a spingere più spesso in uscita dal servizio, cercando palle lunghe, tese e angolate, con l’obiettivo evidente di togliere tempo a Sinner e costringerlo a colpire in corsa. Non si è limitato a difendere: ha accettato gli scambi prolungati, ha cercato profondità sul rovescio dell’azzurro e ha usato meglio gli angoli per aprire il campo, soprattutto quando le condizioni serali hanno reso la terra più lenta.
Sinner ha sofferto quel cambio di passo. Nel secondo parziale ha perso presto il servizio, poi ha trovato il controbreak con uno sforzo notevole, ma il set è rimasto fisicamente sporco, duro, sempre più dispendioso. Medvedev ha continuato a muoverlo destra-sinistra, avanti-indietro, alternando traiettorie profonde e aperture laterali. Il 7-5 del russo è arrivato con merito, dentro una fase in cui l’azzurro è apparso meno brillante nelle gambe e più esposto alla pressione da fondo. Il merito di Medvedev è stato proprio questo: non aspettare l’errore, ma costruirlo.
Nel terzo set Sinner ha reagito da numero uno. Dopo un avvio ancora delicato, ha approfittato di un passaggio a vuoto del russo, ha ritrovato peso in risposta e ha piazzato il break del 2-1. Poi ha confermato il vantaggio, salendo 3-1, prima del trattamento medico alla coscia destra e del successivo game tenuto per il 4-2. È lì che la pioggia ha trasformato la semifinale in una partita sospesa anche sul piano mentale: Sinner avanti nel punteggio, Medvedev ancora vivo, il Centrale costretto ad aspettare.
La gestione dello stop diventa adesso parte della sfida. Per Sinner c’è il vantaggio del break, ma anche la necessità di ripartire senza perdere temperatura agonistica dopo un set centrale molto faticoso. Per Medvedev, invece, l’interruzione può diventare una possibilità: raffreddare il momento dell’azzurro, rientrare con idee più chiare e provare subito a riaprire il terzo set.
Chi passerà troverà Casper Ruud, già qualificato alla finale dopo il netto 6-1, 6-1 su Luciano Darderi in una giornata a sua volta condizionata dal maltempo. La finale degli Internazionali resta lì, a pochi game di distanza. Ma per Sinner, prima della coppa e prima di Ruud, c’è ancora un tratto di partita da chiudere: il più breve sulla carta, il più insidioso nella testa.
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